Virtual Reality: un nuovo business assicurativo

Scritto da CREA Team | 5-lug-2022 10.00.00

Avete mai provato la virtual reality? No, non è niente di fantascientifico o particolarmente complesso da utilizzare, ma si tratta di un semplice strumento che è in grado di farti entrare in una realtà parallela, appunto virtuale, per sperimentare ciò che la vita reale non può offrirti e farti vivere un’esperienza unica e immersiva. 

La Virtual Reality (VR), viene utilizzata per moltissimi scopi, ma all’interno delle mura domestiche, senza la guida di un supervisore, viene utilizzata in ambito gaming, quindi su territorio prettamente ludico e di svago. Abbiamo già scoperto negli anni quale sia l’immenso potere del gaming attraverso svariate piattaforme ma questo potenziale si può moltiplicare all’infinito se pensiamo che si possa applicare a nuovi strumenti che favoriscono l’isolamento e la realtà totalmente immersiva del gioco. 

In questo scenario dove appare il nuovo business delle assicurazioni? Molto spesso gli spazi in casa non sono abbastanza ampi per le avvincenti “imprese” dei giocatori della VR che indossano lo strumento (Oculus) isolandosi dal resto del mondo e fa perdere la percezione dello spazio fisico intorno a sé, creando diversi problemi. Il punto è che, anche l’utilizzo della realtà virtuale comporta dei rischi e considerando l’aumento esponenziale del suo utilizzo, aumenteranno esponenzialmente anche nuovi rischi da coprire. Una ricerca condotta da Aviva ci dimostra che nel 2021 sono aumentati del 31% i sinistri dovuti all’utilizzo di visori VR dentro casa, mentre dal 2016 a oggi la crescita è del 68%. Molto spesso i danni non sono coperti dalla polizza assicurativa, in considerazione del fatto che parliamo di un nuovo rischio non contemplato da tutti i player come un rischio reale. Aviva ha affermato che il valore medio delle richieste per danni accidentali è di circa 780 euro, spesso a causa di Tv distrutte da giocatori troppo agitati. 

Kelly Whittington, responsabile sinistri property di Aviva UK, ha dichiarato al quotidiano The Guardian: “Questi dispositivi possono essere una grande fonte di divertimento, ma vorremmo invitare le persone a essere consapevoli di ciò che li circonda e a controllare se l’assicurazione sulla casa soddisfi le loro esigenze. La copertura per danni accidentali può essere un’ottima garanzia da aggiungere all’assicurazione sulla moblia della casa, nel caso in cui si verifichino incidenti”. (www.assinews.it). 

Dobbiamo aspettarci che il trend legato all’utilizzo di questo strumento può crescere rapidamente e a dismisura se si pensa che, a fine 2021, Meta (ex Facebook) ha venduto oltre 10 milioni di visori a livello globale. 

Dunque, se l’obbiettivo della VR è quello di isolare il giocatore che diventa quindi inconsapevole di quello che accade attorno a sé, l’obbiettivo degli assicuratori deve diventare quello di portare alla loro coscienza la possibilità che questo isolamento possa comportare un rischio concreto non solo per l’arredo, dal valore più disparato, ma anche per loro stessi e per la loro incolumità.